Art.1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

venerdì 9 marzo 2012

PENSIONI COMPARTO SICUREZZA E DIFESA, IL GOVERNO SI RIMANGIA LE PROMESSE

A dicembre scorso, in occasione della presentazione della manovra finanziaria, avevamo ricevuto rassicurazioni da parte del Presidente del Consiglio Monti circa la tutela della specificità dei lavoratori del comparto sicurezza e difesa.
Il 7 marzo scorso il Governo ha fatto marcia indietro con le organizzazioni sindacali determinando un inasprimento delle condizioni di accesso dei lavoratori alla pensione dichiarando di voler innalzare fino a tre anni il limite di età per accedere alla pensione di vecchiaia, di elevare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata.
Il cambio di orientamento dimostra una insensibilità verso le condizioni di vita e di lavoro degli operatori della sicurezza. E’ grave la previsione di impegnare i poliziotti nella sicurezza dei cittadini anche quando le condizioni fisiche non potranno più garantire l’efficienza dei servizi e la tutela della propria incolumità.
E’ evidente che l’innalzamento delle aspettative di vita non corrisponde alla conservazione delle condizioni fisiche necessarie allo svolgimento dell’attività professionale, in particolare di quella del servizio di polizia.
La visione ragionieristica ed economica del governo, unita all’assenza di volontà di cercare il confronto con chi opera nel settore e con chi li rappresenta ci costringe a determinare uno stato di dura mobilitazione di una categoria fatta di lavoratori che affrontano, armati, situazioni complesse e rischiose di controllo del territorio e di ordine pubblico, anche di quella TAV a cui i politici, lavoratori dell’intelletto, non sanno dare soluzione.

Nicola Rossiello

Placido Rizzotto, ritrovato il corpo del sindacalista della CGIL

Il sindacalista della Cgil fu ucciso dalla mafia nel 1948. Esponente socialista, fu rapito a 34 anni mentre andava a una riunione del partito. I resti identificati grazie al Dna di un parente. Una vita contro la mafia, a fianco del movimento contadino

Appartengono a Placido Rizzotto, il sindacalista della CGIL sequestrato e ucciso dalla mafia nel 1948, i resti scheletrici ritrovati e sequestrati nel settembre del 2009 a Rocca Busambra, nelle campagne di Corleone (Palermo). Lo riferisce oggi (9 marzo) l'Adnkronos. L'identità dei resti è stata accertata da esami di laboratorio eseguiti dal Gabinetto della Polizia Scientifica di Palermo. I resti dello scheletro ritrovato furono comparati con il Dna di un parente di Placido Rizzotto, morto anni fa per cause naturali. Così è stato possibile risalire all'identità del partigiano e sindacalista dopo 64 anni.

Per leggere il testo integrale pubblicato da rassegna.it, clicca sul seguente link: http://www.rassegna.it/articoli/2012/03/09/84628/ritrovati-i-resti-di-placido-rizzotto-a-corleone

giovedì 8 marzo 2012

Elezioni RSU. Grande vittoria della CGIL. Ci confermiamo primo sindacato

La CGIL esprime grande soddisfazione per i risultati delle elezioni nei comparti pubblici. La CGIL si conferma come primo sindacato in tutti i settori pubblici, aumentando ulteriormente i propri consensi. Lo si legge in una nota congiunta diffusa oggi e firmata da Susanna Camusso, Segretario generale della CGIL, Rossana Dettori, Segretario generale della FP e Domenico Pantaleo, Segretario generale della FLC.

“È per noi motivo di grande soddisfazione rilevare che la CGIL si conferma come primo sindacato in tutti i settori pubblici, aumentando ulteriormente i propri consensi”. E' quanto affermano in una nota i segretari generali della CGIL, e delle categorie FP e FLC, Susanna Camusso, Rossana Dettori e Domenico Pantaleo, in merito all'esito del voto per le RSU, nel sottolineare “la grande vittoria della CGIL in tutti i comparti pubblici e la straordinaria partecipazione. La CGIL cresce e conferma il primato nel lavoro pubblico e nei settori della conoscenza”.
Non si tratta di un risultato dovuto al caso. Si tratta piuttosto del frutto di tanto impegno sindacale e di un rapporto sempre più stretto del sindacato con tutto il mondo del lavoro pubblico. “I lavoratori – si legge ancora nella nota congiunta - hanno premiato il nostro impegno, riconoscendo l'efficacia dell'azione sindacale della CGIL in difesa dei servizi pubblici e del settore della conoscenza, dei diritti dei lavoratori che li offrono”.
La soddisfazione è grande e meritata perché siamo di fronte a “un risultato che dà ragione alle battaglie che in questi anni abbiamo messo in campo per difendere la dignità del lavoro pubblico e ci carica di un'ulteriore responsabilità. Responsabilità che siamo orgogliosi di assumere di fronte a alle lavoratrici e ai lavoratori che ci hanno accordato il loro consenso”.
E sono stati anni molto duri, durante i quali la CGIL e le sue categorie pubbliche, FP e FLC, si sono trovate di fronte molto spesso a scelte difficili. “Le lotte di questi anni - spiegano i leader sindacali - spesso condotte solitariamente, hanno dato i loro frutti, le nostre proposte ottenuto una fiducia che dà ancor più forza alle nostre rivendicazioni. Continueremo a seguire questa strada”.
Questi risultati hanno poi un valore più generale.
“La prima considerazione che vogliamo fare è che la democrazia ha vinto. La straordinaria affluenza che si è registrata in tutti i posti di lavoro dei settori pubblici, in cui si è finalmente votato per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitaria, dimostra che il lavoratori e le lavoratrici sono pienamente consapevoli del valore della partecipazione, che vogliono scegliere chi li rappresenta e che vogliono affermare con forza il diritto e il ruolo della contrattazione di secondo livello”, concludono Camusso, Dettori e Pantaleo.

martedì 6 marzo 2012

ROBERTO SAVIANO RACCONTA LE CRITICITA' DEL TAV IN VALLE DI SUSA

I clan si presentano con imprese che vincono perché fanno i prezzi più vantaggiosi e sbaragliano il mercato. Il tracciato della Torino-Lione si può sovrapporre alla mappa delle famiglie mafiose e dei loro affari nel ciclo del cemento.

di ROBERTO SAVIANO

TUTTI parlano di Tav, ma prima di ogni cosa bisognerebbe partire da un dato di fatto: negli ultimi trent'anni l'Alta velocità è diventata uno strumento per la diffusione della corruzione e della criminalità organizzata, un modello vincente di business perfezionatosi dai tempi dalla costruzione dell'Autostrada del Sole e della ricostruzione post-terremoto in Irpinia. Questa è una certezza giudiziaria e storica più solida delle valutazioni ambientali e politiche (a favore o contro), più solida di ogni altra analisi sulla necessità o sull'inutilità di quest'opera. In questo momento ci si divide tra chi considera la Tav in Val di Susa come un balzo in avanti per l'economia, come un ponte per l'Europa, e chi invece un'aberrazione dello spreco e una violenza sulla natura. Su un punto però ci si deve trovare uniti: bisogna avere il coraggio di comprendere che l'Italia al momento non è in grado di garantire che questo cantiere non diventi la più grande miniera per le mafie. Il governo Monti deve comprendere che nascondere il problema è pericoloso. Prima dei veleni, delle polveri, della fine del turismo, della spesa esorbitante, prima di tutte le analisi che in questi giorni vengono discusse bisognerebbe porsi un problema di sicurezza del sistema economico. Che è un problema di democrazia.


Per leggere il testo integrale di www.repubblica.it, clicca sul seguente linkhttp://www.repubblica.it/cronaca/2012/03/06/news/tav_saviano-31013967/

domenica 4 marzo 2012

SILP CGIL INTERVIENE PRESSO LA POLSTRADA TORINO PER L'ERRATA APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA SULL'ORARIO DI LAVORO

Pubblichiamo la nota inoltrata al Dirigente del Compartimento Polizia Stradale del Piemonte e Valle D'Aosta, quale titolare della contrattazione, con la quale pretendiamo il ripristino delle previsioni normative e contrattuali relative all'orario di servizio del personale.
E' sempre più evidente e necessaria, per le organizzazioni sindacali di polizia e per la CGIL in particolare, l'esigenza di esercitare, non solo la tutela dei diritti dei lavoratori, ma anche di vigilanza sul corretto operato dell'Amministrazione.
Il ricorso allo straordinario emergente anticipandolo rispetto all'ordinario orario di servizio è arbitrario e irregolare.
Il tentativo di esautorare le rappresentanze sindacali con l'adozione di iniziative che stanno al di fuori delle previsioni contrattuali da parte di qualche raro dirigente si rivela inutile e dannoso per l'Amministrazione.
In un momento difficile per il nostro Paese c'è bisogno di rispettare le regole dimostrando rispetto per i lavoratori.

CAMUSSO: Il consumo non può essere l'unico modello di vita sociale

Rilanciamo l'intervista della Segretaria Generale della CGIL, Susanna Camusso, rilasciata ad avvenire per la tutela del giorno festivo che condividiamo senza riserve.

sabato 3 marzo 2012

SEDERE AD UN TAVOLO O IN MEZZO A UN'AUTOSTRADA

Pubblichiamo l'appello promosso da don Ciotti e Livio Pepino e sottoscritto da docenti universitari e giuristi (Mattei, Revelli, Palombarini), sindaci (Emiliano, De Magistris), dirigenti dell’associazionismo (Beni, Cogliati Dezza, don Zappolin) sulla questione TAV  che sta mettendo in ginocchio il nostro territorio e che vede contrapporsi sul territoio esclusivamente manifestanti e forze di polizia, nella generale assenza della politica.


"La situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto e superato il livello di guardia. La contrapposizione muscolare di questi mesi degenera in episodi di violenza e di esasperazione che stanno provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell'intera valle. Ad esserne coinvolti sono, in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell'ordine, popolazione".


Per leggere il testo integrale tratto da www.radioarticolo1.it, pubblicato da  rassegna.it clicca sul seguente linkhttp://www.rassegna.it/articoli/2012/03/03/84376/ascoltate-la-val-susa

mercoledì 29 febbraio 2012

ANGELO D’ORSI – L’Europa uccide la madre greca

Rilanciamo l'interessante articolo di Angelo D'Orsi, pubblicato quest'oggi su "Il Fatto Quotidiano". Il futuro dell'Europa e del nostro Paese passa attraverso le vicende della vicina Grecia. 


adorsiSi susseguono appelli per la Grecia: gli ultimi due, in ordine di tempo, assai accorati, sono di una dozzina di intellettuali francesi e di un gruppo di cittadini greci. L’uno e l’altro chiedono adesioni a livello internazionale, sottolineando la gravità della situazione, ossia individuando nella Grecia una sorta di capro espiatorio su cui i corvi della grande finanza internazionale si aggirano sperando muoia, o si sottometta a un regime iugulatorio, che espropria non solo lo Stato greco, ma l’intera popolazione di qualsivoglia diritto a una esistenza dignitosa, e indipendente.
La Grecia come modello della “nuova Europa”, davvero delle Banche, sia che Atene resti dentro il recinto dell’Unione, sia, preferibilmente, che ne esca: a quel punto si potrà persino accelerare il processo di unificazione, nel quale sta emergendo l’inedito accoppiamento tra tecnocrati e poliziotti: il potere gelido, apparentemente imparziale, dell’eurodollaro, gestito da asettici e quasi invisibili personaggi, sorretto dal visibilissimo potere del manganello: si sta facendo ricorso, dappertutto, a un impiego forsennato di forza pubblica (al servizio di interessi privati, della voce di chi è più forte), in azioni di “contenimento” sempre più dure, che vogliono sottolineare come il potere del dio denaro è intoccabile e non può essere sfiorato dal dubbio, dalla contestazione, dalla messa in discussione.
La Grecia come cavia di un esperimento che mira a costruire una società di spaventose disuguaglianze, di dominio dei ricchi sui meno ricchi, e subordinazione ed emarginazione totale dei poveri, di cancellazione del welfare, di erosione dei diritti politici e civili e, infine, di “superamento” della forma democratica, nonché di messa in mora della sua sostanza. Sì, la Grecia rappresenta un momento devastante della nostra storia, come si legge in uno di questi appelli. Come difenderla? Come difenderci? Probabilmente, in questa situazione, gli appelli, nobili e certo importanti, forse anche necessari, suonano forse già fuori tempo massimo. Mi chiedo, mentre li sottoscrivo, a che cosa possano servire. Forse più che a salvare quel paese (ma da cosa? Da se stesso? O piuttosto dalle rapaci mani della “Troika”?), mirano a salvare la nostra anima: quasi che pregassimo un qualche iddio dopo aver consumato il crimine.
Perchè di questo si tratta; e del più efferato tra i crimini: l’uccisione della madre. E v’è, in quello che sta accadendo, una sorta di paradossale, involontario richiamo alla tragedia greca: è un dramma degno di Sofocle o di Euripide questa Europa che fa a pezzi, e si accinge a sbranare la madre Europa, in nome di se stessa, della sua unità, della moneta unica, della pretesa sua identità “giudaico-cristiana” (una delle tante sciocchezze che ci hanno ammannito in questi anni: e le culture pagane, a cui erano informate tanto la Grecia quanto Roma? E la cultura islamica, che ha colonizzato ampiamente il Continente? E le culture dei tanti popoli “barbari” del Nord?).
L’Europa, insomma, cancella la sua propria scaturigine, elide la matrice da cui è sorta, uccide simbolicamente la madre Grecia, quella che addirittura ha partorito il suo nome, e il mito fondativo: la giovinetta Europa, la bellissima fanciulla rapita da Zeus sulla spiaggia di Tiro (o di Sidone, le due note città libanesi), sotto le spoglie di un bianco toro, che la portò, seduta sulla sua groppa, nel mare Egeo, giungendo fino all’isola di Creta, dove si accoppiò con lei sotto le fronde di un platano. Da loro nacquero tre figli, tra cui Minosse, che di Creta divenne re, e in suo onore, e di sua madre dai grandi occhi (tale il significato del termine, secondo un’etimologia peraltro incerta), fu dato il nome di Europa alle terre a nord del Mediterraneo.
Ebbene, ora quelle terre, guidate in modo dittatoriale da una leadership algida e feroce, sulla madre Europa gettano il peso della loro spada pesantissima, chiedendo in cambio non soltanto oro – come fece Brenno, il capo dei Galli, nella Roma conquistata e saccheggiata –, bensì il sangue e la dignità di un popolo. Che per ora è quello greco, domani sarà il nostro.

martedì 28 febbraio 2012

Fondo perequativo ex art. 8/11 biS dl 78/10 CONV. l.122/10: pagamento

Apprendiamo da Dipartimento che le risorse del fondo perequativo saranno dal MEF entro la prima decade del mese di marzo p.v.; successivamente sarà diramata una specifica circolare applicativa condivisa tra tutte le Amministrazioni del Comparto. Il pagamento delle somme previste avverrà entro il mese di aprile prossimo.