Art.1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

giovedì 13 settembre 2012

Monti contro lo Statuto dei lavoratori, la resa dei "salvatori della patria".

Il premier Monti sullo Statuto dei lavoratori: "Alcune sue disposizioni, ispirate a un intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato un'insufficiente creazione di posti di lavoro" e ancora: "certe decisioni di politica economica" in passato "si sono rivelate poco efficaci". 
Parole pesanti pronunciate da chi in passato ha pilotato, dietro le quinte, una globalizzazione squilibrata e il trasferimento del potere dalla politica e dai cittadini ai poteri forti. Gli stessi poteri forti che ora dimostrano di essere incapaci di governare la politica globale determinando pesantissime ricadute sulla vita dei cittadini.
La visione di coloro che si erano accreditati come "salvatori della patria" si scontra evidentemente con il loro stesso passato, giacché la deriva imposta dal liberismo sfrenato e irresponsabile di cui sono stati accreditati teorici sfugge ad ogni possibile tentativo di controllo politico.
Ogni riforma, anche lo Statuto dei lavoratori è migliorabile, ma sostenere che esso, da solo, ha determinato i guasti prodotti in economia è inaccettabile. 
Quella "carta" fu scritta con il sudore e il sacrificio personale di tanti lavoratori e competenti esperti in tempi in cui la finanza sosteneva le imprese e l'economia guidava lo sviluppo e la crescita.
Oggi il super esperto Monti alza bandiera bianca di fronte al mostro liberista che ha sostenuto e contribuito a realizzare e che oggi sfugge di mano.
Nicola Rossiello

Sanità: CGIL, su h24 decreto Balduzzi è bluff clamoroso

“Sulla medicina territoriale h24 il bluff è clamoroso: il decreto non cambia le norme già esistenti e anzi prefigura un disimpegno del servizio pubblico mentre il ministro Balduzzi annuncia una riforma del Servizio sanitario nazionale che non c'è”. E' quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Vera Lamonica, in merito al decreto Balduzzi emanato oggi dal presidente della Repubblica.
Per la dirigente sindacale “è assolutamente necessaria una riforma del servizio sanitario e per questo la CGIL presenterà il prossimo 20 settembre una proposta per attuare, davvero e senza trucchi, l'assistenza territoriale sociosanitaria h24, rivolgendosi ai parlamentari per modificare il decreto”, conclude Lamonica. Il 20 settembre sarà resa pubblica la propsta della CGIL per la vera assistenza.

mercoledì 12 settembre 2012

Le tensioni sociali non possono essere scaricate sulle forze di polizia, supplendo in tal modo ai limiti evidenti del Governo



L'intervista del Fatto Quotidiano al Segretario Generale del SILP CGIL, Claudio Giardullo.


Legge 104/92 e modifiche introdotte dalla legge n. 183/2010 - Modalità applicative

In data odierna, con nota nr° 557/RS/01/12/4600, l’Ufficio per le Relazioni Sindacali del Dipartimento della P.S. ha convocato una riunione con le Organizzazioni sinadacali di categoria, indetta per il giorno 18 settembre prossimo per un confronto sulle modalità applicative della Legge 104/92 e modifiche introdotte dalla legge n. 183/2010.

martedì 11 settembre 2012

Armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico

Dopo l'incontro tenutosi con l'amministrazione nello scorso mese di giugno, tutte le organizzazioni sindacali di categoria sono state convocate alle ore 14.30 di martedì 18 settembre prossimo, nella sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in Roma.
In quella sede saranno trattate le questioni legate all'armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto sicurezza - difesa e del comparto Vigili del Fuoco e soccorso pubblico.

IL SILP CGIL condivide le ragioni dello sciopero dei lavoratori del pubblico impiego indetto per il 28 settembre 2012

Il SILP CGIL condivide le ragioni dello sciopero del pubblico impiego indetto per il 28 settembre prossimo. 
In quella data FP CGIL, UIL FPL e PA hanno deciso di proclamare uno scioepro dei dipendenti pubbliciper difendere i "beni pubblici" contro gli effetti di una spending review che non taglia gli sprechi, ma sottrae risorse e servizi ai cittadini.
I lavoratori di polizia, seppure sottoposti ad impianto normativo che impedisce il ricorso allo sciopero, ne condividono pienamente le ragioni.
La pubblica amministrazione non può essere considerata il pozzo al quale attingere in modo esclusivo per contenere la spesa pubblica e i lavoratori pubblici non possono essere gli unici a sostenere il peso della pressione fiscale nel Paese.
Nicola Rossiello
 

lunedì 10 settembre 2012

Pagamento indennità vigilanza scalo e trasferte scorte treno.

Il Dipartimentio della PS informa che sono in corso di trasmissione ai competenti Uffici UTG i tabulati degli arretrati della vigilanza scalo e scorte treni riferiti a tutto il 2011. Si prevede il pagamento delle spettanze entro il prossimo mese di ottobre.


venerdì 7 settembre 2012

In attesa della riforma delle pensioni, la Fornero promuove a Bruxelles una riforma contro i lavoratori


“Parlando alla conferenza 'Jobs for Europe', organizzata dalla Commissione europea, il ministro del welfare, Elsa Fornero, ha magnificato la riforma del lavoro attuata dal suo governo, ringraziando la Commissione per il sostegno ricevuto e affermando che la riforma stessa si muove nel solco delle indicazioni europee. Peccato che la professoressa Fornero abbia dimenticato di dire che la sua riforma non è condivisa dai sindacati, che gli effetti sull'intervento sbagliato sull'articolo 18 stanno cominciando a verificarsi, che i dati sull'occupazione in Italia siano oggi a livelli drammatici”. Lo sostiene Fausto Durante, responsabile dell'Ufficio Europa della CGIL nazionale che ha partecipato questa mattina alla conferenza.
“Non è con un compitino letto in inglese a Bruxelles che il governo Monti riuscirà ad invertire il trend italiano - commenta Durante - un trend che per i lavoratori e i pensionati significa impoverimento e peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro. E' evidente che il sindacato italiano, speriamo unitariamente, non potrà che continuare nella mobilitazione per chiedere un cambio radicale delle politiche economiche e sociali, in Italia come in Europa”.


Adesso, i lavoratori del comparto sicurezza attendono di conoscere quali saranno i provvedimenti che li riguarderanno più da vicino in materia previdenziale. La preoccupazione è, naturalmente, forte. Soprattutto perchè da più parti giungono indiscrezioni secondo le quali la riforma sarebbe motivata unicamente dalla necessità di parificare i sacrifici con le altre categorie di lavoratori. E' moralmente sbagliato e fuorviante agire sulla scorta del principio secondo cui saremmo una categoria di "privilegiati". L'impanto normativo che regola il nostro sistema previdenziale è il frutto di un percorso che, nel corso degli anni, ha dovuto prendere in debita considerazione tutti gli aspetti di una professione difficile complessa e faticosa, con elevati livelli di rischio personale e di stress che coinvolgono non solo i lavoratori, ma anche le famiglie. Gran parte dei nostri lavoratori è impiegata in turnazione "su 5 giorni". Una modalità massacrante che determina per molti, gravi conseguenze sulla salute modificando i ritmi circadiani. Soprattutto non si può pensare che all'aumento dell'aspettativa di vita possa corrispondere un allungamento della vita professionale di chi ha il compito di garantire la sicurezza dei cittadini.

Nicola Rossiello

lunedì 3 settembre 2012

Cordoglio per la scomparsa di Carlo Maria Martini


Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa del Cardinale Carlo Maria Martini, del quale abbiamo apprezzato l'enorme apertura morale e culturale.
E' stato un uomo di Chiesa che ha guardato con grande attenzione al mondo del lavoro, richiamando noi tutti al dovere di tendere la mano ai poveri e agli umili.
Ha saputo fare del dialogo e del confronto il luogo dell'umanità anche sul delicato fronte dell'incontro tra le diverse religioni, una prospettiva che appartiene alle grandi sensibilità che procedono nella cultura della pace.
Nicola Rossiello

Camusso, detassare le tredicesime di lavoratori e pensionati con i soldi recuperati all’evasione

"In questa fase si deve dare una risposta immediata ai lavoratori". Così il Segretario Generale della CGIL in un'intervista a 'la Repubblica. "Si può utilizzare quello che si ricava dalla lotta all’evasione fiscale. Non si può avviare la solita discussione per poi dire che non ci sono le risorse. I soldi si vanno a prendere dove ci sono”

La prima cosa da fare dice, in questa intervista, Susanna Camusso, segretario generale della CGIL è detassare le prossime tredicesime di lavoratori e pensionati utilizzando le risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale.
Non crede ci siano le condizioni per la riduzione del cuneo fiscale, come ipotizzano alcuni ministri? 
“Prima di parlare di riduzione del cuneo fiscale credo che si debbano ridurre le tasse sui lavoratori e i pensionati. Ricordo che già il governo Prodi tagliò il cuneo fiscale ma solo a beneficio delle imprese. Così non va bene”.
Il governo ha però già detto che non ci sono i presupposti per modificare le aliquote dell’Irpef. 
“Io penso che serva innanzitutto un segnale di discontinuità, per dare un po’ di soldi ai lavoratori e per rilanciare i consumi. E si può realizzare detassando le tredicesime fino a 150 mila euro di reddito”.
Quanto ha stimato che costerà un’operazione di questo genere? 
E con quali risorse potrà essere coperta? “I costi dipenderanno da come si interverrà. Per la copertura si potranno utilizzare i proventi della lotta all’evasione fiscale perché sarebbe una misura congiunturale e non strutturale”.
Eppure un intervento sullo scarto tra il costo del lavoro e il salario netto sarebbe un beneficio strutturale per i lavoratori. 
“Dipende come si fa. In questa fase si deve dare una risposta immediata ai lavoratori e per questo si può utilizzare quello che si ricava dalla lotta all’evasione fiscale. Non si può avviare la solita discussione per poi dire che non ci sono le risorse. I soldi si vanno a prendere dove ci sono”.
E dove sono, secondo lei, i soldi?
“Dove ci sono i patrimoni, dove c’è la corruzione, dove c’è il sommerso, oppure nelle transazioni finanziarie. Basta volerlo e le risorse si possono trovare”.
Lei propone complessivamente un’altra politica economica rispetto a quella messa in campo dal governo.
“Esatto. Ma è ormai chiaro a tutti che se si vuole aprire una stagione di sviluppo serve un cambio di passo”.
Cosa pensa dell’ipotesi di rinforzare gli sgravi fiscali sui premi di produttività?
“Le risorse per gli sgravi sui premi di risultato hanno subito un taglio da parte del governo Berlusconi e che Monti ha poi confermato. Il fatto che ora qualche ministro ne riparli mi pare un pentimento ritardato”.
Le sembra poco credibile?
“Non vorrei che si riaprisse una stagione nella quale si moltiplicano gli annunci per poi finire inesorabilmente con la fatidica frase: non ci sono le risorse. È per questo che sono un po’ preoccupata quando sento ministri che sollecitano, invitano, suggeriscono alle parti sociali cosa fare anziché dire loro cosa intendono fare. Mi pare, come sempre, un rovesciamento dei problemi”.
Tuttavia è difficile dare torto al governo quando sostiene che l’incremento della produttività dipende prevalentemente dai comportamenti di imprese e lavoratori. 
“Non c’è dubbio. Infatti abbiamo sottoscritto a giugno la riforma del modello contrattuale che affrontava proprio il nodo della produttività. Diciamo che su questo punto siamo un po’ più avanti del governo. Piuttosto, mi pare che in questa fase più che di produttività bisognerebbe, purtroppo, affrontare la questione dell’assenza o almeno della perdita di produzione nel nostro Paese”.
Su questo cosa può fare il governo? 
“Intanto dovrebbe smettere di tagliare posti di lavoro. Perché è finito il tempo del rigorismo senza risposte. In questo senso vediamo come arrivata al capolinea l’esperienza del governo Monti. L’unica risposta che questo governo doveva dare era proprio quella della difesa dei posti di lavoro”.
Non mi pare che sia il governo a tagliare l’occupazione. 
“Come no? E quello che sta succedendo nel pubblico impiego? Senza la modifica del Patto di stabilità interno, gli enti locali dovranno tagliare i servizi. Questo vuol dire tagli all’occupazione non solo alle cose! Se il lavoro non è considerato una ricchezza e lo si considera solo un fattore di costo, sarà difficile uscire dalla recessione. Ci sarebbe più occupazione anche se si agisse sulla base di una politica industriale, indicando i settori strategici e le relative politiche”.
La Confindustria chiede il credito di imposta per chi investe in innovazione e ricerca. Che ne pensa? 
“È dal 2009 che lo proponiamo”.
Il ministro Fornero ha detto che bisogna pensare a una decontribuzione per le imprese che abbiamo il record di utilizzo della manodopera. Lei è d’accordo? 
“Non capisco di cosa parli il ministro. Mi pare che si parli di lavoro senza sapere cos’è. Non è intensificando lo sfruttamento che si risolvono i problemi. Basta guardare quello che accade alla Fiat”.

Insomma, non crede che ci siano le possibilità di un patto per la competitività? 
“Vedremo cosa ci dirà il governo al tavolo. Se si limiterà a fare esortazioni agli altri, non credo che si andrà molto lontano”.
Se servisse a rilanciare lo sviluppo, sareste disposti a rivedere il modello contrattuale? 
“Lo abbiamo riformato con l’accordo del 28 giugno scorso. Si tratta di attuare quell’accordo non di riformarlo. Se poi qualcuno nel governo pensa che si debba mettere in soffitta il contratto nazionale riceverà la stessa risposta che ha già avuto Berlusconi”.

Dalla CGIL non sembra arrivare alcuna apertura al governo. Vi preparate allo sciopero generale? 
“Il 28 settembre ci sarà quello dei lavoratori pubblici indetto da noi e dalla UIL. Il Direttivo della CGIL valuterà il 10 e l’11 settembre come intensificare la mobilitazione se non arriveranno risposte dal governo”.
Senza risposte ci sarà lo sciopero generale? 
“Sarà necessario. E speriamo che sia di CGIL, CISL e UIL”.