Art.1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

venerdì 23 maggio 2014

Congresso Csi Ituc - Il sindacato europeo contro l'austerità: politica suicida

Sintonia tra le organizzazioni del vecchio continente nel giudizio sulle politiche di solo rigore e contenimento del deficit portate avanti in questi anni. Cgt, Comisiones Obreras e Cgil chiedono una nette inversione di marcia: solidarietà tra gli Stati.
L'austerità è una politica “suicida” per gli Stati membri dell'Ue. Solo la solidarietà fra gli Stati può “rimettere in moto la macchina economica”. L'appello arriva dai sindacati europei riuniti a Berlino, nella capitale dell'austerità, per il 3° congresso della Confederazione internazionale dei sindacati (Csi-Ituc), la più grande organizzazione sindacale mondiale, che raggruppa 325 organizzazioni sindacali, in 161 paesi, con una affiliazione totale di 176 milioni di lavoratrici e lavoratori.
“Si è tagliato troppo il deficit - ha detto Thierry Lepaon, leader della francese Cgt (Confederation Generale du Travail) - Solo la solidarietà fra gli Stati può rimettere in modo la macchina economica”. “In un mondo sempre più disuguale, da Vancouver a Berlino, dove ci sono 200 milioni di disoccupati, di cui 26 nell'Ue e 6 in Spagna”, è stata Angela Merkel “a suggerire di tagliare la spesa sociale”, ha rincarato la dose il leader di Comisiones Obreras Ignacio Toxo, prendendo la parola.
Piena sintonia con le parole pronunciate nel suo intervento da Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. “Se continuano le politiche di austerità, quelle europee ma anche fuori dall'Europa, se continua l'idea che la competizione avviene sui bassi salari, se continua l'idea che la diseguaglianza è utile nel mondo, noi non costruiremo nuova occupazione e soprattutto non la costruiremo dignitosa”, ha detto Camusso.
Ma, secondo il leader Cgil, in Italia, tranne che sul tema dell'Irpef e dell'Irap, le politiche sono in continuità con il passato: “Non c'è l'idea di mettere in moto investimenti”, ha detto Camusso in un colloquio con l'Ansa. “Gli annunci continuano a non trovare una corrispondenza nell'impegno a creare lavoro”.

giovedì 22 maggio 2014

Armando Spataro nuovo procuratore di Torino

Roma, 21 mag. - (Adnkronos) - Armando Spataro è il nuovo capo della Procura di Torino. 
Lo ha nominato il Consiglio superiore della magistratura con 16 voti. Otto i voti a favore dell'altro candidato, Francesco Enrico Saluzzo, procuratore a Novara. 
Sostituto procuratore a Milano, pm del processo per il rapimento di Abu Omar, Spataro prende il posto lasciato da Giancarlo Caselli, che è andato in pensione a dicembre scorso.

martedì 13 maggio 2014

Sullo scandalo della scorta di Scajola il Silp-Cgil chiede la rimozione del questore di Imperia

"Chiediamo la rimozione del questore (Pasquale Zazzaro, ndr) e che il capo di gabinetto (Alessandro Asturaro, ndr) si assuma le proprie responsabilità, in qualità di dirigente dell'ufficio, qualora venga accertato dalla magistratura un uso distorto o allegro della scorta". Lo ha dichiarato questo pomeriggio il segretario provinciale imperiese del Silp-Cgil, Antonio Peroni, al termine di un vertice sindacale con il consigliere ministeriale aggiunto, Raul Carnevale, chiamato a far luce sull'uso della scorta da parte dell'ex ministro Claudio Scajola.
"Chiediamo che il questore venga rimosso per due motivi - ancora Peroni - innanzitutto per aver dichiarato di voler aprire un'indagine interna solo sui quattro agenti della scorta; mentre avrebbe dovuto limitarsi a parlare di indagine interna, perchè le responsabilità vanno appurate dall'ultimo degli agenti al dirigente. Poi, perché non ci sono più le condizioni di serenità per lavorare in Questura e questa vicenda è solo la punta dell'iceberg". Sul caso scorta i sindacati hanno manifestato la volontà di mantenere i rapporti solo con Carnevale, avendo rotto già da tempo le trattative con il questore, che è stato addirittura citato in tribunale per condotta antisindacale.

Caso Scajola: non ricada sui poliziotti la responsabilità dell’uso improprio e spregiudicato della scorta

Mi auguro che non ricada sui lavoratori la responsabilità per l’uso “improprio e spregiudicato” della scorta dell’ex Ministro dell’Interno Scajola ipotizzato dai magistrati che indagano su di lui. Ci sono personalità che ne hanno un’effettiva necessità, la cui vita è in serio pericolo, ma l’annosa questione dei servizi di protezione ha risvolti anche perversi.
Non siamo stupiti se alcuni Magistrati esprimono un giudizio così grave. Lo sanno bene i lavoratori impegnati nelle scorte, come lo sappiamo bene noi che denunciamo ad ogni occasione la disinvoltura con la quale si ricorre a servizi che dovrebbero avere carattere di effettiva necessità ed eccezionalità. La perversione è tipica di chi, abusando della propria posizione e influenza, distoglie i nostri lavoratori dai loro compiti o ne banalizza le funzioni.
Un’Amministrazione storicamente alle dipendenze della politica rischia di presentarsi debole davanti a certe situazioni.
D’altro canto, quando si distoglie i lavoratori dalle loro funzioni, si fa un uso distorto della cosa pubblica e li si priva della dignità e del rispetto che si deve a chi impegna la propria professionalità, ma anche, e soprattutto, la propria vita.
Siamo abituati a vedere riconosciuta la nostra dignità solo quando restiamo vittime di un attentato. E’ evidente che qualcosa non funziona, come non funziona il fatto di attribuire responsabilità di un impiego distorto a chi non può averne.
Restiamo particolarmente interessati al percorso di accertamento delle responsabilità e ne seguiremo con attenzione l’esito perché il Piemonte è uno dei territori che impegna buona parte delle proprie risorse nei servizi di protezione. 
Nicola Rossiello

lunedì 12 maggio 2014

QUEL POLIZIOTTO DIMENTICATO di Roberto Saviano

Roberto Mancini aveva indagato sui rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi. Pochi giorni fa è morto di tumore, “malattia professionale”. Ma tra i suoi colleghi che difendono i loro compagni accusati di violenze, nessuno si ricorda di lui.
La realtà è sempre complessa e lo è ancor di più se si prova a renderla facile, a semplificarla per guadagnare il consenso. O quando si tenta di appiattirla al servizio di comode logiche di appartenenza. Nonostante io sia scortato dai Carabinieri, e conosca talento e abnegazione degli uomini dell’Arma, non posso ignorare che i casi di Stefano Cucchi e Riccardo Magherini gettano ombre sulle forze dell’ordine, e le gettano tanto più perché la prima reazione delle autorità è stata tentare di minimizzare.
Di fronte ai sospetti dell’opinione pubblica chi dovrebbe rendere conto con chiarezza ai cittadini tende a rispondere derubricando i comportamenti violenti dei poliziotti in eccessi colposi. Lo fanno per difendersi meglio sul piano giuridico, ma questo determina la sostanza, e finisce per erodere la credibilità delle istituzioni.
C’è un’altra strategia poi, sempre la stessa, intollerabile. Si scava nella vita del morto per dimostrare che era un poco di buono. Che era un drogato. Che era un disadattato, un marginale. E così l’attenzione si concentra su vizi presunti o reali del morto senza chiedere conto a chi lo ha visto vivo per l’ultima volta come quel corpo si sia procurato ferite e contusioni mortali.
Ci sono poi fatti che non possono passare sotto silenzio e che non è possibile non stigmatizzare. L’applauso ai poliziotti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi durante il congresso del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) è un atto vergognoso, ma l’indignazione non basta più.
La strategia è ormai chiara: garantire ai poliziotti la serenità che qualunque cosa accada – possono sbagliare, finanche uccidere ed essere condannati – quel sindacato sarà sempre al loro fianco. Il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli, trova spazio sulla peggiore stampa italiana, e da quei pulpiti arriva ad affermare una cosa che fa accapponare la pelle, ovvero che la polizia è stanca di stare sulla difensiva. Affermazione gravissima, che varrà la pena di ricordare quando il prossimo poliziotto calpesterà un essere umano credendolo uno zaino.
C’è poi il meccanismo per disinnescare le critiche che fa leva sull’eroismo e sull’onestà della stragrande maggioranza di poliziotti e carabinieri. Se un poliziotto sbaglia, si ricorda la scorta di Giovanni Falcone morta durante il servizio, senza farsi scrupoli nell’accostare persone oneste morte da eroi ad assassini in divisa. Spacciano l’appartenenza al corpo per garanzia, ma le azioni e le volontà sono individuali. Un uomo salvato da un poliziotto non giustifica un uomo ammazzato o maltrattato da un altro poliziotto: è una banalità, ma deve essere chiara, altrimenti non sarà mai possibile raccontare un’altra polizia. Una polizia che non riceve applausi, che lavora in silenzio, che vive e muore in silenzio.
Roberto Mancini è stato un poliziotto vero. È morto lo scorso 30 aprile, ucciso da un tumore sviluppato per aver fatto bene il proprio lavoro. Da commissario della Criminalpol, negli anni Novanta, Mancini aveva indagato sul traffico di rifiuti tossici in Campania e compiuto continui sopralluoghi nella Terra dei fuochi. Già nel 1996 aveva denunciato un consistente e pericoloso traffico di rifiuti, facendo nomi e cognomi. Uno dei protagonisti assoluti di quel traffico, l’avvocato Cipriano Chianese, oggi è agli arresti domiciliari dopo che – secondo le accuse – avrebbe smaltito illegalmente rifiuti provenienti dal Nord, costruendo un impero economico. A Chianese sono stati confiscati beni per 82 milioni di euro; Mancini ha ricevuto dallo Stato solo 5mila euro come indennizzo per il cancro che alla fine l’ha portato alla morte.
Ho cercato ovunque una dichiarazione di Gianni Tonelli su Roberto Mancini, ma non ho trovato nulla.
Dopo Genova, dopo i casi Cucchi, Uva, Aldrovandi, non possiamo più solo indignarci. C’è bisogno di una riforma legislativa a tutela della stragrande maggioranza di poliziotti e carabinieri che svolgono il proprio lavoro con senso di responsabilità. È il momento di introdurre il reato di tortura. Solo in questo modo si darà la possibilità effettiva al cittadino di sentirsi tutelato. E ai corpi di polizia di non vedere sviliti il loro lavoro e la loro credibilità a causa di chi non merita di vestire alcuna divisa.

  10 maggio 2014





sabato 10 maggio 2014

Il comunicato stampa del SILP CGIL Torino relativo alla manifestazione odierna contro la realizzazione della TAV Torino - Lione

Dichiarazioni del Segretario Generale SILP CGIL Torino: 
"Oggi a Torino, la Manifestazione NO TAV è stato un esempio di vera democrazia, grazie alla capacità gestionale del Questore, del senso di responsabilità delle forze dell'ordine impegnate, degli organizzatori del corteo e dei manifestanti. Credendo fermamente che il dissenso sia legittimo se manifestato con senso civico e non violenza, al di fuori si strumentalizzazioni e speculazioni, auspichiamo che sempre più attraverso il dialogo si riequilibri l'attenzione politica verso i bisogni reali della gente."

AMIANTO: SILP-CGIL, SCREENING SU ELICOTTERI CONFERMA PREOCCUPAZIONI SU RISCHI

Roma, 10 mag. - (Adnkronos) - ''La circolare con cui la Polizia di Stato ha deciso di avviare uno screening su tutti gli elicotteri in dotazione allo scopo di assicurare la massima tutela della salute del personale dipendente in servizio presso i Reparti Volo conferma le preoccupazioni del Silp-Cgil circa il potenziale rischio da esposizione all'amianto per tecnici e piloti". Lo sottolinea lo stesso sindacato Silp-Cgil che con il suo segretario nazionale, Daniele Tissone, aveva denunciato gia' dalla scorsa estate il "pericolo e i rischi provocati'' dalla presenza di amianto in alcuni componenti degli elicotteri.
A giudizio di Tissone, ''essendovi anche il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, nello spirito di massima attenzione verso la serenita' degli addetti al settore, abbiamo chiesto ieri al Ministero dell'interno un piano di intervento caratterizzato da provvedimenti di prevenzione e protezione assumendo, nella circostanza, il significato pieno di sorveglianza sanitaria, superando la previsione della sola 'adesione su base volontaria'.
Il Silp-Cgil sollecita ''i datori di lavoro interessati a dare piena attuazione alle previsioni di legge tese a ricevere informazioni e documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonche' quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali''. (Sin/Zn/Adnkronos) 10-MAG-14 13:26

SILP CGIL PIEMONTE - ARCHIVIO APERTO - 56-57/14 - Bollettino di segnalazioni legislative e giurisprudenziali

RATEI PENSIONISTICI
Retroattività della prescrizione
Con sentenza del 2014 la Corte Costituzionale ha stabilito l'illegittimità della norma che
prevede la retroattività anche per i giudizi pendenti in primo grado del termine prescrizionale
di cinque anni dei diritti previdenziali; la Corte Costituzionale ricorda che il diritto alla pensione
e' imprescrittibile e non soggetto a termini di scadenza, risultano invece soggetti a prescrizione
e decadenza i ratei delle prestazioni previdenziali e, in passato, aveva già precedentemente
escluso che l'istituto della decadenza tolleri, per sua natura, applicazioni retroattive, quindi , la
norma censurata e' stata riconosciuta illegittima nella parte in cui prevede che le disposizioni di
cui al comma 1, lettera d) del DL 98/2011 si applicano anche ai giudizi pendenti in primo grado
alla data di entrata in vigore della Manovra-bis del 2011, dato che prevede che il diritto ad
accessori o ratei arretrati di prestazioni pensionistiche già riconosciute, si estingua ove la
domanda non risulti, rispettivamente, proposta nel più ridotto termine triennale di decadenza o
in quello quinquennale di prescrizione.

MULTE STRADALI
Spese postali o di accertamento
Con sentenza del 2014 la Cassazione, ribaltando un precedente indirizzo, ha stabilito
che il pagamento delle multe stradali, a cui non sono state aggiunte l'intero importo delle
spese postali o di accertamento, non deve comportare il raddoppio delle sanzioni (cittadini che
per non aver versato 3 euro si sono visti arrivare a casa cartelle da centinaia di euro).

VIOLENZA CONTRO LE DONNE
La tutela delle donne nella prospettiva italiana e nel diritto internazionale
Si segnala la pubblicazione nel sito internet "www.diritto.it" del saggio "La tutela delle donne
nella prospettiva italiana e nel diritto internazionale" che affronta il tema della violenza sulle
donne; nella pubblicazione si evidenziano i temi trattati nella Convenzione di Istanbul per la
prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e la condanna dei colpevoli, che
rappresenta il primo strumento vincolante in grado di creare un quadro giuridico completo al
fine di proteggere le donne da ogni forma di violenza, oltre a mettere in atto misure volte a
"prevenire, perseguire ed eliminare la violenza anche domestica". A commento della
Convenzione si sottolinea la fondamentale importanza di operare attivamente nella società,
contribuendo sia ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne ed a promuovere
la concreta parità tra i sessi.

TUTELA DEL BAMBINO E SALVAGUARDIA DEI SUOI LEGAMI FAMILIARI
Approvazione di indicazioni operative per i servizi inerenti i luoghi per il diritto - dovere di visita e di relazione (cosiddetti di luogo neutro)
Con DGR del 2014 la Regione Piemonte, attraverso un'indagine conoscitiva da
parte delle Direzione Politiche Sociali presso gli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali,
sull'attività svolta dai luoghi per il diritto-dovere di visita e di relazione (cosiddetti di Luogo
Neutro) ha delineato, in base anche a quanto definito a livello nazionale attraverso la legge
n.184 del 1983 "Diritto del minore ad una famiglia", una serie di indicazioni operative, quali:
ridefinire finalità e funzioni dell'intervento al luogo neutro; prevedere tempi definiti
dell'intervento, in coerenza con altre previsioni normative regionali in materia; individuare
interventi alternativi al luogo neutro; delineare un'ipotesi organizzativa per gli Enti gestori, al
fine di assicurare l'efficace espletamento degli interventi di luogo neutro; definire lo schema di
relazione a cura dei servizi, sull'andamento degli incontri di luogo neutro, da trasmettere
all'Autorità Giudiziaria; proporre un'ipotesi di fabbisogno orario per gli operatori articolato per
funzioni e figure professionali.

EDILIZIA PUBBLICA
Regolarizzazione posizione assegnatari di alloggi di edilizia sociale in relazione a quota minima anno 2012. Facoltà di intervento da parte dei Comuni
Con DGR del 2014 la Giunta Regionale del Piemonte ha riconosciuto: ai Comuni la
facoltà di provvedere al pagamento agli enti gestori direttamente o tramite gli assegnatari
segnalati dai Comuni stessi, entro il 31 maggio, di quanto ancora dovuto dagli assegnatari in
ordine alla quota minima relativa all'anno 2012, di cui alle DGR 20-3208 del 2011 e 6-5129 del
2012; in via straordinaria, e' stato consentito, agli assegnatari oggetto dell'intervento di cui al
precedente punto 1) e che appartengono alle categorie del punto 2) della DGR n.16-6984 del
2013, di corrispondere la quota minima dovuta per l'anno 2013 entro il termine del 31 maggio
2014; e' stato consentito agli assegnatari che si trovino nelle condizioni di cui al precedente
punto 2) di presentare istanza di accesso al fondo sociale 2013 entro il 31 maggio 2014.

DICHIARAZIONI RESE DAI LAVORATORI IN SEDE ISPETTIVA
Diritto di accesso agli atti ispettivi
Con lettera circolare del 2014 il Ministero del Lavoro, che allega la sentenza del
Consiglio di Stato in cui si approfondisce la materia sulle legittimità della sottrazione delle
dichiarazioni rese dai lavoratori in sede ispettiva alle istanze di accesso inoltrate dai datori di
lavoro o dagli altri soggetti coobbligati in solido, si comunica di aver stabilito un orientamento
uniforme in materia di accesso alle dichiarazioni rese dai lavoratori in sede di accesso ispettivo,
conferma la legittimità della sottrazione delle dichiarazioni rese dai lavoratori in sede ispettiva
alle istanze di accesso inoltrate dai datori di lavoro o dagli altri coobbligati in solido.

COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE
Definiti dall'Inps i casi di validità delle comunicazioni dei datori di lavoro
Con circolare del 2014 l'Inps interviene sulla cosiddetta pluriefficacia della
comunicazione di costituzione del rapporto di lavoro a seguito dell'interpretazione autentica del
comma 6, dell'articolo 4-bis del decreto legislativo 181/2000, fornita dal decreto legge
76/2013. Alla luce di questa lettura della norma le comunicazioni di assunzione, cessazione,
trasformazione e proroga sono valide ai fini dell'assolvimento di tutti gli obblighi di
comunicazione che, a qualsiasi fine, sono posti anche a carico dei lavoratori nei confronti delle
Direzioni regionali e territoriali del lavoro, dell'Inps, dell'Inail o di altre forme previdenziali
sostitutive o esclusive, nonché‚ nei confronti della Prefettura - Ufficio territoriale del Governo e
delle Province. Nella circolare vengono ricordati gli obblighi comunicativi che non sono piu' a
carico dei lavoratori (per quanto riguarda Cig, mobilità ordinaria e in deroga e Aspi); i
co.co.co/pro, invece, hanno l'obbligo di comunicare, a pena di decadenza ed entro un mese
dall'inizio dell'attività, quale reddito prevedono di ricavare dalla nuova occupazione in forma
parasubordinata.

AUTISTA CHE PROVOCA UN INCIDENTE STRADALE
Licenziamento
Con sentenza del 2014 la Cassazione ha stabilito che può costituire giustificato
motivo soggettivo di licenziamento dell'autista l'aver provocato un incidente stradale a causa
della negligente condotta di guida, accertata nell'aver superato di oltre i 40 KM/H la velocità
consentita, determinando un grave inadempimento ai propri obblighi; la Cassazione sottolinea,
che il fatto posto a base del licenziamento non è estraneo al rapporto di lavoro, essendosi
questo verificatosi nel pieno svolgimento delle sue mansioni, costituendo, quindi, grave
inadempimento ai propri obblighi e rappresentando una valida ragione per il venir meno da
parte del datore di lavoro della fiducia sull'esattezza delle future prestazioni lavorative del
medesimo.

DIPENDENTI PUBBLICI ISCRITTI ALLE GESTIONI PUBBLICHE
Chiarimenti sull'obbligo di iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie
e sociali
L'Inps, con messaggio del 2014, in riferimento alle richieste di chiarimento, comunica
che i dipendenti iscritti ai fini pensionistici e/o previdenziali alla Gestione Dipendenti Pubblici
sono obbligati all'iscrizione alla "Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali"; viene,
inoltre, ricordato che iscrizione ai fini pensionistici a Gestioni o Fondi Speciali diversi dalle
Gestioni pensionistiche ex INPDAP, quali ad esempio INPGI - ENPAM - Fondo speciale Ferrovie
dello Stato, in presenza dell'iscrizione previdenziale (INADEL o ENPAS) nell'ambito della
Gestione Dipendenti Pubblici, comporta comunque l'obbligo di iscrizione alla Gestione unitaria
delle prestazioni creditizie e sociali e il versamento del contributo pari allo 0,35 per cento, a
carico del dipendente, commisurato alla retribuzione contributiva e pensionabile.

RICOSTITUZIONE DELLE PENSIONI
Illustrazione delle attività
Con messaggio del 2014 l'Inps illustra le attività di ricostituzione delle pensioni
effettuate a livello centrale nel corso dei mesi di marzo e aprile 2014, con effetto a partire dalla
rata di pensione di maggio 2014, nell'ambito delle attività di ricostituzione delle pensioni
programmate a livello centrale; l'attività di ricostituzione delle pensioni a livello centrale ha
riguardato la ricostituzione automatica: delle pensioni con conguagli fiscali; delle pensioni
confermate a seguito di revisione sanitaria; delle pensioni per le quali rileva la titolarità di
rendita INAIL; delle pensioni individuate come "ricostituzioni d'ufficio" per particolari situazioni
che ne comportano il ricalcolo (nuova liquidazione di pensione Inps a soggetti già titolari di
pensione, nuova liquidazione di pensione Inps a coniuge di un soggetto titolare di pensione,
cessazioni di familiari per decesso).

BONUS IRPEF
Recupero crediti
Con risoluzione del 2014 l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il
recupero da parte dei sostituti di imposta delle somme erogate ai sensi dell'art.1 del DL 66 del
2014; nella risoluzione, si ricorda, che l'art. 1 del DL 66 del 2014, al fine di ridurre la pressione
fiscale e contributiva sul lavoro e nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo
finalizzata alla riduzione strutturale del cuneo fiscale, prevede un credito a favore di lavoratori
dipendenti e assimilati che non concorre alla formazione del reddito. Il credito è riconosciuto in
via automatica dai sostituti di imposta di cui agli articoli 23 e 29 del DPR 600/1973 ed è
attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga.

martedì 6 maggio 2014

Colla (Cgil Emilia Romagna): Rimini non meritava gli applausi del Sap

"Rimini sarà anche una città di congressi, ma uno non lo avremmo voluto ospitare: quello del sindacato autonomo di polizia, perché non ci meritiamo in questa città e in questa regione che si vengano ad applaudire dei poliziotti che hanno ammazzato un ragazzo. E allora chiediamo scusa alla madre e al paese e ringraziamo il Silp Cgil per la risposta che su questo ha saputo dare". Si è aperto con questa dichiarazione, accolta con un caloroso applauso dalla platea del Congresso Cgil di Rimini, l'intervento di Vincenzo Colla, segretario generale della Cgil Emilia Romagna.

Colla ha poi parlato del pluralismo all'interno della Cgil: "Un patrimonio - ha detto - da maneggiare con saggezza perché patrimonio di tutti. Basta dire che la Cgil non ha progetto o identità, perché la Cgil ha un'identità da tenere alta, mentre vanno tenute basse le identità individuali di tutti noi”. E sulla confederalità, “pensiero fondamentale del gruppo dirigente”, ha sottolineato che è un “errore tragico” l'averla accantonata dopo il congresso, “comportandoci come fossimo canne d'organo”. Ma la confederalità regge – ha detto ancora il segretario dell'Emilia Romagna – se si riconosce come sede politica il direttivo, che rappresenta tutti. Possiamo avere una rottura politica – ha concluso – ma non può essere soggettiva”.

Infine, un messaggio al governo: “Quando non convocate la Cgil sulle questioni del mercato del lavoro fate disastri – ha detto Colla – con il decreto avete creato una zona franca per le imprese, avete fatto sponda alla peggiore imprenditoria monetizzando i diritti costituzionali”. Colla ha dunque suggerito a Poletti di “cambiare bloc notes”. “Stai copiando dai fogli del liberismo – ha detto rivolgendosi al ministro – ma vieni dalla cooperazione, e allo cambia la legge 142 sul socio lavoratore, fai vivere le cooperative che vogliono applicare i contratti, allora noi saremo con te”.

http://www.rassegna.it/articoli/2014/05/08/111538/colla-cgil-emilia-romagna-rimini-non-meritava-gli-applausi-del-sap

venerdì 2 maggio 2014

Nota tecnica del SILP CGIL Piemonte sul bonus di 80 € mensili – DL n. 66 del 24 aprile 2014

Interventi in materia fiscale – Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 (G.U. n. 95)

Il Capo 1 del Titolo I del decreto ha come scopo dichiarato di rilanciare l’economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale. Al suo interno, l’articolo 1 si occupa del “bonus” di 640 euro, 80 mensili da maggio, per lavoratori dipendenti ed assimilati.
Dal testo della norma capiamo che di tale importo saranno destinatari:

• I lavoratori dipendenti;
• soci lavoratori di cooperative;
• titolari di borse di studio ed assegni di ricerca;
• collaboratori a progetto e co.co.co.;
• sacerdoti;
• titolari di prestazioni pensionistiche complementari;
• lavoratori socialmente utili;

Il bonus sarà erogato in relazione ai giorni lavorati nell’anno, a condizione che l’imposta lorda sia superiore alle detrazioni spettanti ex articolo 13 comma 1 del TUIR, cioè le detrazioni per lavoro dipendente. In pratica sarà necessaria la non incapienza rispetto alle sole detrazioni base, con esclusione, quindi, delle detrazioni diverse (es. per familiari a carico). Per questo motivo riceveranno gli 80 euro mensili di credito anche coloro i quali raggiungono l’incapienza a causa dell’azione di tali ulteriori detrazioni.
Una recente Circolare della Agenzia delle entrate (n. 9/E del 14 maggio 2014) ha specificato che il salario di produttività non concorre a definire il reddito complessivo ( fino a 26.000 euro) per il diritto al bonus.
Gli 80 euro mensili non vengono calcolati attraverso una modifica della formula della detrazione prevista dall’articolo 13 comma 1 del TUIR, che quindi rimane quella da ultimo modificata dalla legge Stabilità 2014, Legge 147/2013.
Il credito di 640 euro spetterà per intero, e non fino a concorrenza con l’imposta lorda, quindi, dagli 8.145 euro (soglia aumentata rispetto agli 8.000 previsti fino al 2013) ai 24.000 euro annui, in caso di lavoro nell’intero anno.
Dai 24.001 euro annui l’importo massimo del bonus sarà decrescente fino ad azzerarsi ai 26.000 euro seguendo la formula 640 X (26.000 – Reddito complessivo) / 2000
Il costo stimato per questo provvedimento è valutato dalla relazione tecnica in 6.655,30 milioni di euro.
La norma parla di reddito complessivo, il che includerebbe tutti i redditi posseduti dal contribuente, ma la circolare numero 8/E del 28/04/2014 dell’Agenzia delle Entrate ci indica che debba essere esclusa la rendita della casa d’abitazione.
Il credito dovrà essere erogato mensilmente, dalla mensilità di maggio 2014, in automatico e senza bisogno di presentare domanda, direttamente dai sostituti d’imposta, e da questi recuperato dalle stesse ritenute Irpef dovute. Per l’eventuale parte eccedente, i datori di lavoro o committenti potranno recuperare attraverso la quota di contributi previdenziali dovuti per il singolo lavoratore. Le quote di contributi non versati saranno, a loro volta, recuperate da Inps nella sua veste di sostituto d’imposta nei confronti dell’erario attraverso equivalenti minori versamenti.
Il bonus erogato sarà segnalato sul CUD 2015.
La circolare 8/E specifica che il bonus spetta anche ai lavoratori che non abbiano un sostituto d’imposta (es. lavoratori domestici) e a chi abbia avuto un reddito da lavoro dipendente o assimilato che sia cessato prima di maggio 2014; in questi casi il bonus, riproporzionato, sarà erogato in sede di dichiarazione dei redditi 2014.
Attualmente il bonus è limitato all’anno 2014, ma il Governo ha dichiarato che in legge Stabilità provvederà a renderlo strutturale, con relativo reperimento delle necessarie coperture. Il provvedimento, come detto, si propone la diminuzione del cuneo fiscale, inteso come differenza tra quanto erogato al lordo dal datore di lavoro e quanto incassato dal lavoratore.
In un momento di stagnazione salariale, prevedere 80 euro mensili in busta paga per i lavoratori a reddito medio/basso può essere una boccata di fiducia oltre ad un impulso alla domanda interna; infatti, lavoratori con redditi inferiori a 26.000 euro è valutato che abbiano una elevata propensione al consumo.
È bene tuttavia notare anche che il limite di reddito è personale, ed ignora totalmente la situazione reddituale del nucleo familiare di appartenenza.
Quindi, ad esempio, una famiglia di due lavoratori incapienti non riceverà nulla, come nulla riceverà una famiglia monoreddito in cui entrano 30.000 euro annui.
Riceverà invece più bonus una famiglia in cui entrambi i coniugi, ed eventualmente anche il figlio convivente guadagnino 23.000 euro annui ciascuno.
Il provvedimento si configura quindi come un intervento di restituzione fiscale a redditi duramente colpiti dalla crisi, ma che esclude una gran parte dei redditi bassi, in special modo pensionati e incapienti.
In merito ai redditi da pensione, crediamo che sarebbe comunque stato utile prevedere un qualche tipo di azione, visto che anche i redditi di questi ultimi hanno pagato un alto prezzo alla crisi, con le rivalutazioni delle pensioni, anche medio/basse, bloccate nel 2012 e nel 2013, col passaggio al contributivo, e con la storica progressiva perdita di potere d’acquisto delle pensioni rispetto ai salari.
Per quanto riguarda i lavoratori incapienti crediamo sia necessario per essi provvedere ad arginare la caduta verso la povertà, e non esclusivamente con azioni che prevedano un bonus monetario, ma con un mix tra provvigioni e servizi pubblici di qualità (welfare, politiche abitative, sanità ecc.), che possano anche permettere una riqualificazione professionale ed un miglioramento delle condizioni di vita attraverso il lavoro.
Infine, occorre porre molta attenzione al crescente populismo insito nel riversare sui tagli di spesa il compito di coprire innumerevoli obiettivi della politica economica.
A parte il fatto che se non si agisse con una selezione intelligente, colpendo gli sprechi e le clientele, ulteriori tagli, se non ben concentrati, rischiano di produrre torsioni recessive, riducendo la domanda pubblica, facendo ricadere l’Italia in una spirale di bassi consumi e bassi investimenti che portano a diminuzione del PIL e quindi aumento del debito in proporzione, in tal modo rischiando di annullare i già insufficienti contributi allo sviluppo prodotti dalla operazione su bonus fiscale.